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In occasione del festival Human Rights Nights YarT Photography presenta

Questa è la mia storia. O la nostra?

Mostra-installazione fotografica di Laura Frasca e Laura Bessega

a cura di Yulia Tikhomirova / YarT Photography

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Opening 18 aprile alle 17:00, Palazzo D'Accursio, Piazza Maggiore 6, Bologna

Il progetto fotografico Questa è la mia storia. O la nostra? proposto nell'ambito di AMITIE è composto di 33 ritratti accompagnati ognuno da una serie di "fototessere". All'esposizione, collocata all'interno del Palazzo d'Accursio, si aggiungono una installazione sonora che propone le tracce delle interviste ai soggetti rappresentati e una video presentazione delle immagini di vita quotidiana dei personaggi.

Un pittore brasiliano, una ballerina russa, un creativo argentino, un'artista giapponese, un ristoratore palestinese, una sarta angolana insieme a tanti altri sono i soggetti della mostra fotografica Questa è la mia storia.. che indaga il rapporto tra le persone e il contesto in cui vivono e lavorano.

E proprio il "lavoro" è il concetto fondamentale per questo progetto artistico. Le autrici hanno scelto di ritrarre i soggetti all'interno dei loro posti di lavoro (o, in alcuni casi, nei luoghi che hanno per i personaggi una valenza particolare), un'ambiente che diventa in qualche modo la chiave di lettura delle loro personalità.

Anche se la serie di ritratti "principali" prende spunto dalla tradizione del ritratto ambientato, che conferisce importanza non solo al volto ma a tutto ciò che sta intorno al soggetto, ritraendo così anche l'ambiente sociale, sarebbe sbagliato collocare questo progetto fotografico nell'ambito esclusivo dell'indagine sociale, né tantomeno si può catalogarlo come un tentativo di raccontare il fenomeno dell'immigrazione.

La particolarità di questo lavoro sta principalmente nell'impostazione concettuale delle due artiste di coinvolgere i soggetti nella parte decisionale del processo creativo, offrendo loro la libertà di scegliere come essere ripresi: il luogo (con la condizione che rappresenti un posto significativo per loro o per la loro professione), gli abiti da indossare, gli oggetti intorno.

La partecipazione attiva da parte dei personaggi è stata una scelta coraggiosa, promossa dalle fotografe proprio per segnare la distanza tra il loro approccio e quello più superficiale, tendente a raffigurare gli immigrati unicamente come le vittime (sia delle politiche sull'immigrazione sia del razzismo quotidiano) e di conseguenza come soggetti passivi agli occhi di un fotografo e del pubblico.

Il progetto mette in mostra una serie di volti che disegnano non un fenomeno di immigrazione che spersonalizza i soggetti, ma le loro storie individuali, le loro origini e il background diversissimi, rendendo così una qualsiasi catalogazione impossibile.

Il concetto di "personalità individuale" è evidenziato nella serie di "fototessere" presentate in linea parallela ai ritratti "principali". La fototessera in qualche modo racchiude il percorso del migrante verso il paese nuovo: dal passaporto, al visto, al permesso di soggiorno, al nuovo passaporto ancora, nel caso di un'immigrazione "fortunata" che si conclude con l'acquisizione di una cittadinanza nuova.

Il linguaggio visivo usato dalla fototessera comune è un linguaggio anch'esso "burocratico", rigido, incaricato di svelare e mostrare tutto, senza pero riuscire a raccontare molto delle persone ritratte.

Nel progetto Questa è la mia storia… il concetto della fototessera viene ribaltato completamente. La scelta di usare l'obiettivo "giocattolo", di lasciare le zone fuori fuoco, di permettere ai soggetti di sorridere o di prendere gli oggetti in mano rovescia l'approccio distaccato e indifferente usato per le fototessere, rilevando ancora una volta l'idea principale del lavoro: guardare le persone con attenzione e curiosità soffermandosi sulle loro storie di vita individuali piuttosto che classificarli con l'etichetta di "immigrato".

©YarT Photography. All rights reserved.

Laura Frasca nasce a Sora (Fr), vive e lavora a Bologna. Si laurea in Scienze Politiche presso l'università di Bologna, con una tesi sulla fotografia durante la Seconda Guerra Mondiale. Frequenta diversi corsi e workshop di fotografia con Canon, Nikon, Leica, Olympus, Panasonic, Sony. Lavora presso Ottica Paoletti. Nel 2008 partecipa alla prima mostra fotografica collettiva nell'ambito di Human Rights Nights edizione sopraVivere. Nel 2009 realizza assieme ad un altra fotografa una mostra itinerante ImagiNation presso alcune librerie e locali di Bologna. Nel 2011 realizza un progetto fotografico, workshop e mostra itinerante Da un metro e venti circa con la scuola primaria e secondaria Luigi Zamboni di Bologna (IC 16) che vede protagonisti i bambini dai 6 agli 11 anni. Nel 2011 partecipa ed arriva tra i primi venti finalisti del Concorso National Geographic categoria natura e pubblica sulla rivista FOTOgraphia. Dal 2012 organizza corsi fotografici, workshop e cura le mostre presso Ottica Paoletti.

Laura Bessega nasce a Pordenone, vive e lavora a Bologna. Dopo varie esperienze nel settore architettonico e culinario, Laura Bessega approda al mondo della fotografia e se ne innamora. Inizia a lavorare come assistente per la fotografa brasiliana Monica Silva con cui tuttora collabora. In Sardegna viene selezionata per un'esposizione legata al concorso Prendiamo Aggius la cui giuria è presieduta da Alessandro Majoli dell'agenzia Magnum. E' fotografa di eventi pubblici. Nel 2011 partecipa attivamente all'organizzazione della mostra L'io dentro me di Monica Silva, nel corso della quale una sua installazione fotografica affianca l'esposizione principale della fotografa brasiliana. Attualmente sta preparando un progetto che prevede una serie di articoli e fotografie per il Fatto Quotidiano.

Yulia Tikhomirova, fotografa, curatrice e docente originaria di San Pietroburgo, attualmente risiede a Bologna. Laureata in Scienze della comunicazione all'Università Statale di San Pietroburgo e in Fotografia all'Accademia di Belle Arti di Bologna, ha frequentato il Corso di Alta Formazione per Photo Editing organizzato dal settimanale Internazionale presso Luiss Business School di Roma. Tikhomirova inizia la sua carriera giornalistica a San Pietroburgo pubblicando materiali sull'arte per varie testate. Successivamente diventa redattrice della sezione culturale del mensile russo-tedesco St-Petersburgische Zeintung. Ha trascorso tre anni in Svizzera a Berna lavorando presso Swiss Radio International in qualità di redattrice. Trasferendosi in Italia si è concentrata sul lavoro curatoriale ed ha collaborato con varie realtà fotografiche (Fotodepartament (San Pietroburgo), TerraProject, 10b Photography, Casa della Fotografia, PaolettiFoto, Passion&Profession, Scuola di fotografia di Rodchenko, Mosca). Attualmente insegna postproduzione fotografica, cura mostre ed eventi fotografici per YarT Photography e si occupa dei progetti formativi Workshop fotografico a San Pietroburgo e Mosca e Fresh! – Giovani fotografi italiani.

Per informazioni

info@yartproject.com



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